Se anche l’intellettuale sbircia dal “buco della serratura”

Quando in Inghilterra fu lanciato il Grande Fratello, ormai nel lontano 2000, il famoso antropologo Desmond Morris scrisse sul Guardian che anche lui aveva goduto di “un po’ di divertimento a spettegolare” sui partecipanti. E aggiunse che “seppure abbiamo imparato qualcosa guardando Big Brother è stato sulla psicologia dei redattori televisivi, non dei partecipanti al gioco: abbiamo scoperto ciò che loro ritengono possa divertirci”.

La citazione di Morris spero disinneschi la voglia di evitare l’ennesimo post sul GF e spinga ad interessarsi al fenomeno anche chi giudica rivoltante e stomachevole il discusso programma in onda tutti i giorni su Mediaset premium e  in prima serata su Canale 5 ogni lunedì. Questa annata del GF italiano ci rivela davvero molto sulla psicologia degli autori e sulla loro interpretazione delle odierne tendenze della società italiana, e in particolare di quella avvezza al pattume televisivo. Si sa che il Grande Fratello è il programma  più trasversale ai generi che impazzano in tv, in quanto rovista in tutti i cassonetti più nauseabondi dell’odierna offerta televisiva (generalista, digitale e satellitare) italiana, moltiplicatasi nel numero ma non si sa quanto e se nella qualità. Infatti guardando Cristina dal Basso veniamo subito proiettati nel mondo di “Uomini e Donne”. Ascolatando le storie di quasi la metà degli inquilini confinati a Cinecittà, già ci si può immaginare quante puntate da “Carramba che sorpresa” ci saranno propinate.

Non mancano riferimenti ad altri reality e, siccome il GF tradisce ormai da anni l’originale vocazione a dare spazio ai volti ignoti alla platea mediatica italiana, chiunque abbia trovato spazio anche solo “per un quarto d’ora di celebrità” (per dirla con Andy Warhol) in televisione si guadagna di diritto i galloni di pretendente al divano più osservato e spiato d’Italia. E’ il caso della pasionaria hostess di Alitalia, Daniela Martani, pronta a smettere il cappio agitato durante le convulse giornate di sciopero, per calarsi nel pettegolezzo della “casa” sentendosi pienamente a suo agio. I dubbi vengono sulla sincerità di un gesto assurto a simbolo dell’impegno, salvo poi essere ridimensionato e  “sfruttato” come passepartout per entrare nel programma.

Vedremo nel corso della trasmissione se la storia da self made man di Giancluca Zito sia pienamente sincera. In lui gli autori forse sperano di rivedere  il ruolo e le gesta che furono del Cummenda Roberto Mercandalli. Per ora il napoletano Gianluca sembra più sincero e verace del milanese più chiacchierato della scorsa edizione del GF. Mario Ferretti l’anno scorso vinse nei panni di muratore  e quest’anno, a vestire i panni dell’umiltà in un contesto contrassegnato da ben altre prerogative,  è Marcello Calabria, il fornaio bresciano. Il novello cenerentolo di quest’anno non sembra avere la personalità di Mario, sia detto subito. Suo alter ego femminile, corrispondente alla Teresa Stinziani dell’anno scorso, è la palermitana dello Zen Claudia Perna. Difficile che tra i due concorrenti “del popolo” presenti quest’anno nascano feeling o scintille come è accaduto durante la scorsa edizione. Quindi, gli autori non hanno fatto altro che utilizzare alcuni ingredienti della ricetta, rivelatasi vincente, dell’anno scorso. A corredo di questi elementi centrali, la storia di Ferdi Berisa, montenegrino rom, suscettibile di approfondimentie e riverberi giornalistici per la sua origine, e quella  del cieco Gerri Longo, le cui vicende all’interno della casa di default assicurano audience, con un facile rimando a casi “vincenti” passati come meteore per la nostra comunità televisiva e dello spettacolo: tenendo fuori ovviamente dalla casistica Andrea Bocelli, caso a parte per il suo immenso talento, riconosciuto a livello planetario.

Il resto dei concorrenti rappresenta il solito corollario di fighetti, machi, superdotate, omosessuali che affollano ormai quasi tutti i programmi televisivi di intrattenimento e che rappresentano il pane quotidiano di chi è avvezzo al gossip. Tutti più o meno hanno avuto ribalte passate, o almeno le hanno cercate senza trovarle, quindi chi si aspetta il trionfo della gente comune anche quest’anno deve rassegnarsi ad eccessi e comportamenti sopra le righe. Ma in fondo, vien da pensare, anche nella vita di tutti i giorni, quante persone troviamo che in molti aspetti richiamano i caricaturali personaggi delineati dagli autori del GF9? Ce ne sono davvero tanti e quindi ancora una volta non sappiamo se la televisione fotografa una realtà esistente oppure contribuisce a crearla…

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2 Responses to “Se anche l’intellettuale sbircia dal “buco della serratura””


  1. 1 pirtusu gennaio 20, 2009 alle 22:55

    Bellissimo post. L’hai cotruito molto bene: all’inizio un riferimento ad un grande intellettuale per dare una certa legittimità al tuo discorso ed al programma in generale. Poi una veloce analisi dei personaggi di ieri e di oggi. Ed infine una considerazione sociologica, diffusa ma profonda. Ahaha, dì la verità. Non ti va proprio giù che qualcuno venga giudicato male solo perché dichiara senza problemi di provar piacere a sintonizzarsi ogni tanto su mediaset premium. Non è così? 🙂

    Ad ogni modo, tornando al post, secondo me non si possono neanche paragonare il Cummenda con Gianluca Zito. Lontani anni luce. Non ho ben capito la nota sulla mia concittadina (Claudia Perna), ma l’importante è che non ne parli male. Se no a schifiu finisce.:-)) Il monte negrino è un personaggio interessante come storia, anche se ancora non ho visto moltissimo.

    Infine il personaggio non vedente. Secondo me è un grande. Lo avranno messo sicuramente per fare un pò di audience in più, però secondo me può dare un grandissimo contributo all’interno della casa. Ieri sono rimasto affascinato a sentirlo parlare dei colori, dei sogni o della vita quotidiana di una persona cieca dalla nascita. Secondo me non potrà che fare del bene a tutti, concorrenti e spettatori…

    CIAOOOOO

  2. 2 scaccoalpedone gennaio 21, 2009 alle 09:02

    Grazie dei complimenti.

    Hai proprio ragione, non mi va giù. Secondo me lo snobismo verso il Grande Fratello nasconde qualcosa che non ho ancora ben inquadrato. Quello che voglio sottolineare è che il Grande Fratello può essere visto anche con un occhio diverso da quello di fan sfegatati che lo guardano da tifosi. Dà adito a riflessioni di tipo psicologico e sociologico interessanti. Poi lo si può guardare anche solo per ridere un po’. Si pensi solo all’occhio della Gialappa’s.

    Claudia Perna, la tua concittadina, per ora rimane abbottonata, ma credo che a breve tutta la sua storia di dolore e sofferenze (le manca il padre dalla più tenera età) diveneterà motivo di puntate “piene di lacrime”.

    Gianluca Zito, mio concittadino invece, è ben diverso dal Cummenda, hai ragione, ma io intendevo che potesse rilevarne il ruolo di cazzaro: sembra averne tutte le prerogative. Molti lati della sua storia restano oscuri.

    Sul cieco sono pienamente d’accordo, una persona eccezionale, distante anni luce da alcuni abitanti della casa.

    Oggi arriva un altro post sul GF9. Ieri sera tardi non avevo di meglio da fare e il dito sul telecomando ha puntato diritto su Mediaset premium.

    Ciaoo


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