Ogni giorno un pedone si alza…

Capita che cammini a piedi per la città più frenetica e frequentata d’Italia: Milano. Capita che spesso devi attraversare e, se non vuoi finire spiattellato sull’asfalto, devi farlo sulle strisce. Se lo fai in prossimità dei semafori, aspetti buono buono che il verde scatti per poi partire alla velocità della luce, con lo stesso tempo di reazione del Ben Johnson (dopato) dei bei tempi. E’ qui che si compie l’eterna lotta quotidiana fra il leone e la gazzella. Automobilista incazzato-stronzo-frustrato vs Pedone cauto-sveglio-sgamato (si capisce da che parte sto?).

Il pedone, conscio del suo inalienabile diritto al  passaggio indisturbato sulle strisce, in quel momento si sente un Dio. E’ la volta che il bastardo-inquinante deve starsene fermo per farlo passare, non c’è gioia maggiore. Ma mentre si appresta a passare, ecco piombargli addosso una macchina con la stessa prontezza di un falco pellegrino su un piccione. Quasi sempre sta svoltando a destra, si ritrova il pedone sulle strisce e cosa fa? Il vigliacco-bestia-becero-stronzo (pregasi cambiare vocale in caso di pilota femmina) è appena uscito dall’ufficio (dove il padrone gli ha fatto il mazzo e il capoufficio il verso, lo stagista lo ha mandato in bestia e la collega a fanculo), non vede l’ora di raggiungere la propria abitazione di 30 metri quadri (su cui pende un mutuo trentennale a tasso variabile) per farsi quattro salti in padella e quattro nell’ampio corridoio fino al cesso, per poi fare le bolle guardando una puntata di “Amici”  o una partita dell’Inter (è quasi sempre interista uno così).

Dicevo, mentre il pedone sta passando cautamente sulle strisce, arriva l’automobilista e fa il gesto più stronzo, subdolo, infame e falso che natura umana abbia potuto concepire. Si impone al pedone per passare, ma lo fa alzando una mano in segno di scusa. Come dire, ti faccio fesso ma ti lascio contento. Ormai la mano alzata in segno di scusa dell’automobilista che non lascia passare il pedone fa parte del vissuto quotidiano di qualsiasi persona che vive a Milano (credo anche in altri posti). Mentre compie il gesto bastardo, solo strumentale ai suoi scopi, l’automobilista cerca comunque di trovare una giustificazione che non lo comprometta socialmente e lo faccia sentire meno merda di quanto non sia. E quella mano alzata lo mette al riparo pure dalla rabbia del pedone, che si scatena accusandolo solo interiormente. Si è comunque scusato, mi ha mostrato attenzione, almeno è stato educato. Queste le frasette che il pedone si ripete per giustificare la frustrazione per essere stato ancora una volta gabbato dal bastardo-inquinante. Il leone se ne va con la sua preda (3 secondi recuperati, frenata e scalata risparmiate, ripartenza evitata, risparmio di energia lavoro e di carburante), la gazzella non può nemmeno sventolargli sotto il naso un bel paio di corna.

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1 Response to “Ogni giorno un pedone si alza…”


  1. 1 maria maggio 12, 2009 alle 20:41

    Buoni consigli per migliorare la sicurezza in città leggi …

    Per una città sostenibile a misura di tutti. Dal piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) al piano della mobilità pedonale (Pediplan).
    Editore: Alinea editrice
    Autori: Murielle Drouille e Aldo Scarpa
    Pagine: 152, b/n e colori
    Prezzo: 18 euro

    INDICE
    Contenuto: Introduzione; Cap. 1 Elementi metodologici per la redazione del Peba – 1.1 Destinatari – 1.2 Riferimenti normativi – 1.3 Un approccio innovativo – 1.4 Governance e approvazione – 1.5 Monitoraggio e implementazione – 1.6 Azioni di supporto per consolidare la cultura dell’accessibilità; Cap. 2 Le azioni di comunicazione e di partecipazione – 2.1 Il ruolo della comunicazione nel Peba – 2.2 Come predisporre un piano di comunicazione – 2.3 Modalità, strumenti e attori della partecipazione – 2.4 I casi studi di Portogruaro e Mestre – 2.5 Gli strumenti; Cap. 3 Conoscere rilevare e stimare le barriere architettoniche negli edifici – 3.1 Terminologia e tipologia – 3.2 Le scuole come caso studio – 3.3 Gli strumenti; Cap. 4 Dal Peba al Pediplan – 4.1 Integrazione delle politiche urbane e della mobilità – 4.2 Strategie d’analisi e di rilevazione – 4.3 Indicazioni per realizzare gli strumenti e rappresentare il piano – 4.4 Gli strumenti e la cartografia; Cap. 5 Accessibilità pedonale e sicurezza degli spazi pubblici: criticità e indicazioni progettuali – 5.1 Le piazze – 5.2 I parchi urbani e le aree verdi e ricreative – 5.3 Le vie – 5.4 Gli attraversamenti pedonali – 5.5 Le fermate di trasporto pubblico – 5.6 I parcheggi – 5.7 Gli ingressi di città – 5.8 Le misure per limitare il traffico automobilistico e favorire il pedone; Cap. 6 Ricostruire una città pubblica attrattiva e confortevole a partire dal pedone – 6.1 Arredo e comfort – 6.2 Illuminazione – 6.3 Bellezza – 6.4 Igiene e decoro urbano – 6.5 Natura e paesaggio – 6.6 Sicurezza – 6.7 Informazioni, identificazione e messa in rete – 6.8 Gestione e domotica urbana – 6.9. Osservazioni conclusive; Bibliografia


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