Archivio per luglio 2009

Pazzo blog, come tirare come Maradona?

E’ una parola! L’internauta che è arrivato sul mio blog inserendo la frase come tirare come Maradona, mi fa una certa tenerezza, perchè vorrebbe conoscere il segreto del Pibe de oro manco fosse una formula matematica che applicata sortisse gli effetti sperati.

Secondo me, nemmeno se lo chiede a Maradona gli arriverà una risposta. Istinto, talento, inventiva, intelligenza cinestetica, sono tutte parole che cercano di descrivere quello che invece rimarrà sempre un mistero. Maradona tirava così (il pallone, non fate sempre i malpensanti) perchè tirava così, il fenomeno si dà al tempo e allo spazio e non sempre riusciamo a trovare una spiegazione. Quello che c’entra poco è sicuramente l’allenamento, perchè Maradona, da piccolo, era capace di palleggiare con un’arancia salendo le scale del palazzo dove abitava.

C’è poco da fare: o nasci Maradona o non lo diventi.

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Di Luca positivo, continuano a prenderci in “Giro-Tour”

Di Luca positivo all’ultimo Giro d’Italia, dove è arrivato secondo dietro Menchov.

Lasciamo perdere, ragazzi. E’ stato lo sport con il quale sono cresciuto, quello che mi ha fatto sognare di più e che mi ha regalato più emozioni, ma non sapremo mai se è tutto oro quel che luccica.

Non sapremo mai se le imprese che compiono i campioni del ciclismo siano frutto della loro straordinaria forza fisica, frutto di fatica e allenamento, o siano il risultato di mirabolanti tecniche mediche prestate al doping.

Non lo sapremo mai, perchè ora si cerca la Cera, l’epo di ultima generazione, ma non sappiamo se nel frattempo l’ultima generazione è stata spostato ancora un po’ più in là con qualche farmaco di cui l’antidoping ignora l’esistenza o, semplicemente, non ha ancora i mezzi e i test per poterlo scoprire.

Cambia il ciclismo, molti sono pronti a definirlo pulito, ma basta poco per ricadere preda dei vecchi incubi. “Se viene confermata la positività smetto di correre”, ha detto il corridore abruzzese dopo aver appreso di essere stato colto in fallo. Che significa? Che è un’ingiusitiza, quella che subirebbe,  o si ritirerebbe solo perchè il trucco è stato svelato e non c’è più niente da difendere, se non la propria dignità?

Dopo Riccardo Riccò, che ci scioccò l’anno scorso, è la volta di Di Luca. Il ciclismo sembra prendere spunto dalla morale del film “The prestige”.  Continuiamo a guardare queste corse truccate, perchè il trucco non lo vogliamo conoscere. Facciamo finta di non vedere perchè non vogliamo sapere quello che fanno i corridori, basta che quando arriva una salita siano pronti a scattare come forsennati andando come motorini. Il resto non conta, fino alla prossima notizia di doping. Indignazione. Tempo. Dimenticanza. E siamo pronti di nuovo a farci prendere in “Giro” o in “Tour”, poco cambia.

Treni, l’educazione è sempre un optional

“Si prega di abbassare la suoneria del cellulare per non recare disturbo agli altri viaggiatori”. Quante volte avrete sentito  pronunciare questa frase al capotreno? Sempre. Da chi viene rispettato l’invito? Da non più del 4-5% dei viaggiatori.

Più che un invito a spegnerla o ad abbassarla, l’annuncio del capotreno sembra invogli ad alzare il volume della suoneria per non correre il rischio di perdere l’ennesima conversazione basata sul nulla, da propinare ai compagni di viaggio vicini. La suoneria tamarra, poi, è un ulteriore insulto alla decenza, ma tanto tutti ci adeguiamo e nessuno dice niente. Questa è l’Italia. In un Paese dove non si rispettano regole basilari di convivenza, dove si infrangono regole scritte (ben più gravi) ogni giorno, cosa vuoi che sia una norma che richiama solo la buona educazione e il rispetto degli altri? Nulla, appunto.

Milano, storie di ordinaria dis-integrazione

Controllori dell’Atm irrompono sulla 90 circolare destra: multa ad un extracomunitario senza biglietto. Il controllore impiega un bel po’ a scrivere il verbale, inserendo i dati forniti dallo straniero. Glielo consegna. Lui lo prende in mano, lo appallottola e lo getta a terra, davanti allo stesso controllore, che rimane muto. Legge italiana, legge vana.

Ragazzo nordafricano alla biglietteria FS di Lambrate: fa il biglietto per non so dove e paga con un biglietto da 100 euro, il verdone. Il bigliettaio esamina la banconota per circa 15-20 secondi, girandola e voltandola, sentendola sotto i polpastrelli esperti e passandola in controluce. La accetta di malavoglia e gli dà il resto, di malavoglia. Ha la macchinetta per rilevare eventuali falsi, ma non la usa con il ragazzo. Il sospetto deve essere sottolineato e accentuato. La utilizza dopo, da prassi, per un 50 euro di un’italiana. Un attimo e via.


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