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Moratti, il “piangina” e la doppia morale

Sono dovute passare 53 partite prima che l’arbitro fischiasse un rigore (sacrosanto) contro l’Inter, eppure i nerazzurri, in un campionto e mezzo, hanno continuato a piangere per presunti errori arbitrali commessi contro di loro. 

Sì, perchè all’Inter piangere fa parte di una precisa strategia. Piangevano quando le buscavano di santa ragione da Juventus e Milan, invocando Calciopoli e le sue rivoluzionarie conseguenze, piangono oggi, reduci da 3 scudetti consecutivi (e qui il nerazzurro onesto e vincente si affretterebbe a rimarcare che gli scudetti sono 4) conquistati prima grazie  allo sciacallaggio perpetrato nei riguardi della squadra più forte poi contando sul fisiologico ridimensionamento degli avversari, dovuto in larga parte proprio all’egemonia conquistata, non certo sul campo, dall’Inter.

Piangono oggi e sono bravissimi a farlo. Mourinho squalificato. A Moratti sembra strano, nonostante lo special one abbia ripetutamente inveito nei riguardi dell’arbitro. Non contento il Presidente ha protestato perchè avrebbe voluto la sospensione della partita visti i ripetuti insulti razzisti indirizzati a Balotelli dai tifosi cagliaritani . Dopo Torino (quando furono i tifosi juventini a insultarlo) Cagliari, e stessa dichiarazione di Moratti.

Ma cosa successe qualche anno fa quando ad essere insultato fu Zoro dai tifosi dell’Inter? Moratti minimizzò sottolineando che l’atteggiamento del giocatore (che uscì dal campo per protesta) era stato esagerato e che quelli piovutigli addosso erano semplici sfottò, non di matrice razzista.

Si chiama “doppia morale”, ed è l’arte maggiormente praticata dai moralisti, quelli che criticano gli altri per le stesse colpe per le quali si assolvono.

E la doppia morale è una strategia praticata da tutto il team nerazzurro, che, divenuto forte sul campo e più forte ancora nel Palazzo, definisce “in buonafede” gli errori degli arbitri, anche quelli più clamorosi, tipo un fuorigioco di due metri a Siena, un rigore al 90esimo inventato con il Parma, e tanta altra roba “minimizzata” e stipata nel regno della dimenticanza.

Sono bravissimi a sottolineare il minimo sbaglio arbitrale (o disturbo ambientale, fate voi) che gli procuri danno o che solo non sia di loro gradimento, minimizzando puntualmente gli episodi che li vedono protagonisti negativi.

Dappertutto sfottono (incivilmente e stupidamente, sia chiaro) i giocatori di colore e valgono solo gli insulti rivolti ai giocatori interisti. Solo in quel caso si invoca la sospensione della partita. E’ lo stesso Moratti che faceva accordi con Milan e Juventus quanso si trattava di spartirsi la torta televisiva, salvo sbarellare poi per le ripetute sconfitte dovute, a suo dire, solo al potere imperituro del management bianco-rossonero.

La doppia morale non finisce qui. Ormai sono diventati addirittura cavillosi nel perpetrarla, rinfrancati dallo slancio che Mourinho (il grande comunicatore, a detta della stampa italiana – quindi la definizione non ha alcun fondamento) ha saputo dare al loro vittimismo storico. Passare per vittima quando si è carnefici, questo è il massimo. Insomma, veniamo al dunque: il nostro ct, Lippi, si permette di dire che la Juve è favorita nel campionato e subito scoppia il caso. Mourinho  non ci sta e attacca Lippi, reo di aver indirizzato il campionato, solo per aver visto nella Juventus una squadra adatta a vincerlo. Negli anni precedenti il pronostico del tecnico viareggino era stato per i nerazzurri e nessuno si scandalizzò, tantomeno Mourinho. La Doppia morale continua.

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L’Inter favorita dagli arbitri

Gol di Ibrahimovic, viziato dalla posizione di Samuel in fuorigioco, l’Inter batte la Roma e va in semifinale di Coppa Italia. Gol di Maicon, in fuorigioco di un paio di metri, e l’Inter ha la meglio sul Siena allo scadere portando a casa tre punti importantissimi per la sua classifica. Era l’ultima giornata di campionato prima della sosta.

Sono solo due degli errori più gravi che in questa stagione hanno favorito la squadra degli onesti. La stessa che nell’estate del 2006 approfittò di Calciopoli prima per appropriarsi di uno scudetto a tavolino, poi per eliminare dal giro la concorrente più forte, la Juventus. Ora il ruolo della Juve, cioè quello di essere la principale destinataria dei favori della classe arbitrale, viene ricoperto alla grande dalla squadra di Moratti e Tronchetti Provera, che usufruisce di errori gravissimi senza che nessuno dica “a”. Ora si sbaglia in buonafede, non è più come una volta. Non c’è più il demoniaco Moggi.

Strano che l’Inter non incappi quasi mai in episodi sfavorevoli. Strano che, delle grandi, ad essere penalizzata maggiormente è proprio la Juventus. Strano che i giornali, prima pronti a scatenarsi ad ogni minimo errore pro-juve, siano così restii a sollevare polemiche. Gli stessi avversari mitigano le reazioni anche quando hanno ricevuto gli stessi torti che in passato li portavano a sputare veleno davanti ai microfoni del dopo-partita. E’ veramente cambiata la musica o questa disparità di trattamento è dovuta ad una diversa “gestione” dell’opinione pubblica da parte di chi detiene un potere mediatico e lobbistico di primo livello?

Moggi si arrangiava come poteva con centinaia di telefonate al giorno, l’impressione è che chi ne ha rilevato le prerogative non abbia nemmeno bisogno di rischiare di friggersi il cervello al cellulare. Le cose vanno come devono andare perchè l’ambiente è costruito ad arte per far andare le cose così. Cos’è l’ambiente? Forse il palazzo. Sì, è il palazzo incastonato nel quartiere dei potentati economici e politici italiani. L’inter viene favorita? E’ solo un caso…


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