Posts Tagged 'Napoli'

Pazzo blog, come tirare come Maradona?

E’ una parola! L’internauta che è arrivato sul mio blog inserendo la frase come tirare come Maradona, mi fa una certa tenerezza, perchè vorrebbe conoscere il segreto del Pibe de oro manco fosse una formula matematica che applicata sortisse gli effetti sperati.

Secondo me, nemmeno se lo chiede a Maradona gli arriverà una risposta. Istinto, talento, inventiva, intelligenza cinestetica, sono tutte parole che cercano di descrivere quello che invece rimarrà sempre un mistero. Maradona tirava così (il pallone, non fate sempre i malpensanti) perchè tirava così, il fenomeno si dà al tempo e allo spazio e non sempre riusciamo a trovare una spiegazione. Quello che c’entra poco è sicuramente l’allenamento, perchè Maradona, da piccolo, era capace di palleggiare con un’arancia salendo le scale del palazzo dove abitava.

C’è poco da fare: o nasci Maradona o non lo diventi.

Annunci

Treni, l’educazione è sempre un optional

“Si prega di abbassare la suoneria del cellulare per non recare disturbo agli altri viaggiatori”. Quante volte avrete sentito  pronunciare questa frase al capotreno? Sempre. Da chi viene rispettato l’invito? Da non più del 4-5% dei viaggiatori.

Più che un invito a spegnerla o ad abbassarla, l’annuncio del capotreno sembra invogli ad alzare il volume della suoneria per non correre il rischio di perdere l’ennesima conversazione basata sul nulla, da propinare ai compagni di viaggio vicini. La suoneria tamarra, poi, è un ulteriore insulto alla decenza, ma tanto tutti ci adeguiamo e nessuno dice niente. Questa è l’Italia. In un Paese dove non si rispettano regole basilari di convivenza, dove si infrangono regole scritte (ben più gravi) ogni giorno, cosa vuoi che sia una norma che richiama solo la buona educazione e il rispetto degli altri? Nulla, appunto.

Trenitalia, la differenza è di classe

“La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento…”, così cantava De Gregori nella sua celebre Titanic. Non ci saremmo aspettati che anche sull’Eurostar di Trenitalia, l’ormai celeberrimo e velocissimo “Frecciarossa”, ci fossero ancora scampoli di discriminazione basata sulla classe di viaggio.

Alla partenza da ogni stazione, lo speaker del vagone ristorante situato al centro del treno si affretta a sottolineare come ai viaggiatori della prima classe “sta per essere servito un rinfresco di benvenuto”, con la spatafiata di prodotti e sponsor delle migliori marche italiane che potranno essere gustati. Ok, tutto giusto, pagano un sacco di soldi in più e ci sta che ricevano questo servizio aggiuntivo. Ma a chi sta in seconda classe, cosa interessa? Perchè io “povero” (impoverito, più che altro, visti i costi della seconda classe) mi devo sorbire solo l’annuncio dello speaker se non ho diritto al rinfresco? Sembra di essere ritornati bambini quando chi aveva la merenda confezionata-superbuona-cioccolatosa era invidiato da tutti in classe. Altra classe, altri tempi e altri treni.

Basterebbe isolare l’annuncio ai vagoni della prima classe, ma poi che fine farebbe il pistolotto pubblicitario a favore delle marche italiane, evidentemente fornitrici del rinfresco?

Ma io mi chiedo, tu fornitore del rinfresco ( Trenitalia o sponsor), che beneficio trai dal farti amaramente schivare dal popolo, ben più numeroso, della seconda classe? Speri che tutti quelli di seconda classe, agognando il servizio aggiuntivo, si spostino in prima? Ma, riempita la prima, poi chi viaggerebbe in seconda? Un treno tutto di prima classe, si sa, non è possibile, ma, segui il mio consiglio, un rinfresco a tutte le classi andrebbe più che bene e migliorerebbe di molto l’immagine di tutti.

Capotreno parla inglese e lo straniero sorride

Chi viaggia in treno, anche a bordo del superveloce Freccia Rossa, avrà sentito la voce del capotreno annunciare le stazioni di transito e arrivo del convoglio. La versione in italiano, pur risentendo delle mille inflessioni dialettali, sta ancora in piedi, ma quando è il momento di leggere in inglese l’ascolto risulta davvero ridicolo. Ieri, all’annuncio in inglese delle fermate, ho colto proprio il sorriso divertito di una coppia di tedeschi.

Qualcuno per superare l’imbarazzo evita la lettura nella versione anglosassone, altri si arrangiano come possono, ma la maggior parte delle volte si sfiora o si entra nel ridicolo. La caduta di immagine è sotto gli occhi di tutti, molti diranno che non sono certo questi i problemi da risolvere, ma anche questo è un segnale del pressapochismo che regna nella compagnia. Come l’assenza di informazioni quando si verifica un ritardo (vedi 23 dicembre 2008 per terremoto a Reggio Emilia), con i controllori che se ne stanno ben rintanati e non si sognano nemmeno di controllare il biglietto, cosa che accade almeno tre/quattro volte quando il treno è in orario.

Una domanda semplice semplice: ma visto che le fermate del Freccia Rossa sono sempre le stesse, perchè non registrare una voce suadente dalla pronuncia perfetta che annunci le fermate a Bologna, Firenze Santa Maria Novella, Roma e l’arrivo a Napoli? A proposito, da quando hanno introdotto l’AV su tutta la linea, non comunicano più l’orario di arrivo nella stazione termine della corsa. Altro modo per non arrischiarsi in promesse difficili da mantenere.

Siccome però siamo obiettivi bisogna dire che il viaggio Milano-Napoli e ritorno in questo ponte di Pasqua è filato liscio come l’olio, il treno è arrivato in perfetto orario: ecco perchè l’attenzione si  è spostata sulla pronuncia del capotreno.

Fare un gol alla leggenda: Mascara come Maradona

Da Maradona a Mascara passando per 25 anni di magie balistiche. In effetti il “ma” è una delle esclamazioni più azzeccate di fronte a prodezze di tale grandezza. Ieri Mascara del Catania ha compiuto il prodigio, segnando da circa 45 metri un gol che passerà alla storia.

Il pibe de oro inaugurò questa strepitosa conclusione da grandissima distanza in una partita di campionato contro il Verona, altri lo seguirono, fino a ieri, quando Mascara ha illuminato la Favorita di Palermo sbancandola.

Cazzata sfrecciante

“Aho, se compri na machina ar di sotto dei 120 cavalli te cancello da’ a rùbrica der telefono”.

Eurostar “Freccia rossa” Napoli-Milano
ore 11.30
300 e rotti km/h

Si fa presto a dire “emergenza sicurezza”

A Roma si susseguono le violenze sessuali contro le donne e si torna a parlare di “emergenza sicurezza”. Il PD accusa Alemanno di aver reso più insicura la città, dopo aver subito lo stesso trattamento nella primavera scorsa quando il centrodestra, con un battage mediatico senza precedenti, imputò a Veltroni tutte le colpe di una situazione definita “drammatica” sul fronte della sicurezza. Strategia qualunquista perciò vincente.

Qualunquismo politico era quello di centrodestra, qualunquismo politico è quello del partito democratico. La percezione di insicurezza degli italiani, come rivela un’indagine di Repubbblica dell’anno scorso, è legata a timori che non camminano di pari passo con i dati statistici sulla criminalità. L’attenzione giornalistica verso questi episodi di violenza è soggetta a fasi alterne sovraesponendo o sottoesponendo il fenomeno a seconda dei momenti. Passato l’insediamento di Obama, tregua a Gaza, cosa facciamo ora? Emergenza sicurezza. Torna sempre buona.

Il PD, quale autorevole portatore di interessi allargati in grado di tematizzare la vicenda all’interno dell’opinione pubblica, vive una fase di debolezza da cui non riesce a tirarsi fuori. Scimmiotta le accuse che lo stesso Alemanno aveva rivolto a Veltroni in camapagna elettorale. Un altro segnale che, all’interno del partito, manca una capacità propositiva e progettuale alternativa al centrodestra, mancano proposte in grado di intercettare, prima che il sentire irrazionale, il pensare della gente.

Siamo al solito teatrino, su cui a breve calerà il sipario. Basta solo che i giornalisti di Roma si distraggano un momento e la questione sicurezza passerà di nuovo in secondo piano. Basta solo che i politici nazionali e romani diano in pasto ai giornalisti qualche altro tema per distrarli, e la violenza sessuale a Roma diventerà un ricordo.

Più forze dell’ordine, esercito, telecamere. In una parola: repressione. Ecco le risposte alle richieste “di pancia” della gente, timorosa e insicura su tutto il territorio nazionale e ancora di più nelle grandi metropoli. Risposte episodiche e marginali, che non affrontano mai la questione da un punto di vista organico e strutturale.

Strutturalmente, invece, si provvede a rendere più blande le leggi e si indebolisce la magitratura per rendere ancora più certa l’incertezza della pena. Si provvede a scempiare le periferie con progetti che fanno crescere interi quartieri senza servizi e punti di aggregazione, creando proprio quelle sacche di anomia  in cui prolifera la violenza.  Si continua ad incitare all’odio razziale senza alcuna ricetta per favorire una piena integrazione degli stranieri, verso cui l’attenzione è tanta solo quando, nell’incertezza, c’è da stabilire la paternità di un delitto.


novembre: 2018
L M M G V S D
« Giu    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Blog Stats

  • 9.909 hits
Annunci