Posts Tagged 'sicurezza'

Il manuale del pedone (a Milano)

Guarda dove metti i piedi. Sputo, merda, vomito, talora sangue, sono sempre in agguato.

Quando attraversi sulle strisce, riguardati comunque la castagna*: gli automobilisti in genere se ne fregano altamente delle strisce.

Quando sei sulla 90, di sera tardi o di notte, è consigliabile non leggere: ci sono un sacco di malintenzionati, devi prestare attenzione**.

Sempre di sera tardi o di notte, quando scendi dai mezzi e ti incammini per la strada verso casa, se hai davanti una ragazza, sorpassala e allontanati o rallenta facendola allontanare. Così non avrà nulla da temere.

Se sei in metro, posizionati alle estremità delle banchine, hai più probabilità di sederti.

Dimenticati della regola precedente: a Milano sono talmente sgamati su questa cosa che si posizionano tutti alle estremità delle banchine. E’ come se tutti  scegliessero la partenza “intelligente” durante le vacanze.

Fai 10.000 mila passi al giorno.

Per contarli, compra il pedometro.

I passi più belli sono quelli che puoi dare sui navigli mentre il sole cala al tramonto in un giorno di primavera. Esperienza rosa.

Cambia strada ogni tanto per andare dove devi andare.

Se ti chiedono indicazioni e non conosci la strada che cercano, dillo.

Se ti chiedono indicazioni e conosci la strada che cercano, sii accurato nelle indicazioni.

La rossa è larga.

La verde puzza di bestiame.

La gialla “l’hanno costruita ai mondiali”.

Non fidarti del 3 per Abbiategrasso.

Abbi comprensione per quelli che ti camminano davanti e frenano all’improvviso.

Attenzione ai ciclisti sul marciapiede, spesso sono peggio degli automobilisti.

Quando un automobilista ti vede sulle strisce e passa comunque, con la mano alzata in segno di scusa, mandalo affanculo.

Vorrei darti una regola per evitare di andare a destra e a sinistra un’infinità di volte quando nella tua direzione incontri un altro pedone, ma non ce l’ho: sembra che la cosa, secondo accurati calcoli matematici, potrebbe andare avanti all’infinito.

Cammina e dimentica

 *espressione tipica napoletana che invita a prestare attenzione.

**con la seguente affermazione non si intende alimentare la paura, a questo ci pensano già i media, ma solo consigliare al lettore i comportamenti che possono evitare spiacevoli sorprese. Potreste leggere anche l’opera omnia di Dostoijevskj senza che vi succeda niente, ma per esperienza è meglio tenere gli occhi bene aperti.

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Guerra tra poveri (ciclisti)

Da un po’ di tempo rifletto sulle lotte che si svolgono sull’asfalto urbano. La lotta che vede dominare gli automobilisti e soccombere (spesso non solo metaforicamente) pedoni e ciclisti. Ho detto anche altre volte che la guerra intestina tra utenti deboli (pedone contro pedone, ciclista contro pedone, ciclista contro ciclista) è anch’essa un fenomeno di malcostume che va considerato.
L’altro giorno passeggiavo per Corso San Gottardo e sono inciampato (stavolta metaforicamente) in una singolare, rumorosa e spiacevole lite tra due ciclisti. Anzi, diciamo che erano due cicliste. Non so cosa sia successo di preciso, ma forse la bici che stava davanti (condotta da una ragazza sui 30 anni) ha frenato di colpo, mettendo in difficoltà la bici che seguiva, guidata da una signora sui 50 anni. Niente di strano, forse la signora aveva ragione, perchè era stata costretta a uscire dalla propria corsia per entrare con le ruote nei pericolosi binari del tram. Spaventatasi ha cominciato a inverire contro la più giovane ciclista, che, a sua volta, sembrava allibita da tanto livore e la guardava stupefatta e un po’ divertita, considernado del tutto sproporzionata la reazione della signora, che usava termini non dissimili da quelli utilizzati dagli automobilisti che si scambiano insulti sulle strade.

Dopo un po’ la signora ha pensato di smetterla e ha ripreso il cammino. Evidentemente doveva essersi innervosita molto, perchè è andata a finire con la ruota proprio nei binari di cui tanto aveva temuto prima le conseguenze, cadendo a terra, per fortuna senza serie conseguenze. Lì lì è stata in silenzio, poi non ce l’ha fatta e ha esclamato: “Ha visto cosa mi fa fare?!”, rivolta verso l’altra, sempre più esterrefatta ragazza.

Tre le considerazioni:

  1. ciclisti contro ciclisti: rivalità abbastanza spietata, con uso di vocabolario da strada simil-automobilista;
  2. bisogna fare qualcosa per i binari del tram, pericolo costante per i ciclisti;
  3. La cosa bella di Milano è che nelle liti le persone si insultano dandosi del “lei”.

90, la paura gira per la città

Il Corriere si ispira a scaccoalpedone che della 90 aveva parlato tempo fa.

L’ultima metro è ormai passata, i cancelli di entrata sono chiusi. I bus che durante la giornata percorrono le linee ATM sono quasi tutti tornati al deposito con il loro carico di umori e fetori raccolti per la città. Devi tornare a casa e non sai come fare. Provi a chiamare il Radiobus e ti accorgi per la terza volta consecutiva che, nonostante le indicazioni del sito ATM, chiamare il servizio come fosse un Taxi raramente porta al successo. Di chiamare un taxi non se parla se non vuoi immolare la metà del guadagno quotidiano sull’altare delle frenate anticipate ai semafori e delle strade più lunghe scelte per allungare il percorso e far camminare il tassametro.

Quindi, l’utima chance per tornare a casa, in una Milano sempre brulicante di vita anche a tarda notte, è prendere la 90. Da molti evitata come la peste, da altri (i barboni senza fissa dimora) vissuta come una casa, da altri ancora percepita come una minaccia continua da affrontare sempre con timore e circospezione.

Se ne è accorto ora anche il Corriere della Sera che la 90 è un mondo a parte e ha deciso di fare un reportage.

Da queste pagine lo avevamo già segnalato tempo fa.

Milano, storie di ordinaria dis-integrazione

Controllori dell’Atm irrompono sulla 90 circolare destra: multa ad un extracomunitario senza biglietto. Il controllore impiega un bel po’ a scrivere il verbale, inserendo i dati forniti dallo straniero. Glielo consegna. Lui lo prende in mano, lo appallottola e lo getta a terra, davanti allo stesso controllore, che rimane muto. Legge italiana, legge vana.

Ragazzo nordafricano alla biglietteria FS di Lambrate: fa il biglietto per non so dove e paga con un biglietto da 100 euro, il verdone. Il bigliettaio esamina la banconota per circa 15-20 secondi, girandola e voltandola, sentendola sotto i polpastrelli esperti e passandola in controluce. La accetta di malavoglia e gli dà il resto, di malavoglia. Ha la macchinetta per rilevare eventuali falsi, ma non la usa con il ragazzo. Il sospetto deve essere sottolineato e accentuato. La utilizza dopo, da prassi, per un 50 euro di un’italiana. Un attimo e via.

Ogni giorno un pedone si alza…

Capita che cammini a piedi per la città più frenetica e frequentata d’Italia: Milano. Capita che spesso devi attraversare e, se non vuoi finire spiattellato sull’asfalto, devi farlo sulle strisce. Se lo fai in prossimità dei semafori, aspetti buono buono che il verde scatti per poi partire alla velocità della luce, con lo stesso tempo di reazione del Ben Johnson (dopato) dei bei tempi. E’ qui che si compie l’eterna lotta quotidiana fra il leone e la gazzella. Automobilista incazzato-stronzo-frustrato vs Pedone cauto-sveglio-sgamato (si capisce da che parte sto?).

Il pedone, conscio del suo inalienabile diritto al  passaggio indisturbato sulle strisce, in quel momento si sente un Dio. E’ la volta che il bastardo-inquinante deve starsene fermo per farlo passare, non c’è gioia maggiore. Ma mentre si appresta a passare, ecco piombargli addosso una macchina con la stessa prontezza di un falco pellegrino su un piccione. Quasi sempre sta svoltando a destra, si ritrova il pedone sulle strisce e cosa fa? Il vigliacco-bestia-becero-stronzo (pregasi cambiare vocale in caso di pilota femmina) è appena uscito dall’ufficio (dove il padrone gli ha fatto il mazzo e il capoufficio il verso, lo stagista lo ha mandato in bestia e la collega a fanculo), non vede l’ora di raggiungere la propria abitazione di 30 metri quadri (su cui pende un mutuo trentennale a tasso variabile) per farsi quattro salti in padella e quattro nell’ampio corridoio fino al cesso, per poi fare le bolle guardando una puntata di “Amici”  o una partita dell’Inter (è quasi sempre interista uno così).

Dicevo, mentre il pedone sta passando cautamente sulle strisce, arriva l’automobilista e fa il gesto più stronzo, subdolo, infame e falso che natura umana abbia potuto concepire. Si impone al pedone per passare, ma lo fa alzando una mano in segno di scusa. Come dire, ti faccio fesso ma ti lascio contento. Ormai la mano alzata in segno di scusa dell’automobilista che non lascia passare il pedone fa parte del vissuto quotidiano di qualsiasi persona che vive a Milano (credo anche in altri posti). Mentre compie il gesto bastardo, solo strumentale ai suoi scopi, l’automobilista cerca comunque di trovare una giustificazione che non lo comprometta socialmente e lo faccia sentire meno merda di quanto non sia. E quella mano alzata lo mette al riparo pure dalla rabbia del pedone, che si scatena accusandolo solo interiormente. Si è comunque scusato, mi ha mostrato attenzione, almeno è stato educato. Queste le frasette che il pedone si ripete per giustificare la frustrazione per essere stato ancora una volta gabbato dal bastardo-inquinante. Il leone se ne va con la sua preda (3 secondi recuperati, frenata e scalata risparmiate, ripartenza evitata, risparmio di energia lavoro e di carburante), la gazzella non può nemmeno sventolargli sotto il naso un bel paio di corna.

Trasporti a Milano, Atm ai minimi storici

Come più volte ribadito dalle pagine di questo blog, la situazione dei trasporti a Milano non è delle migliori. Dopo anni di grande efficienza e qualità, l’azienda dei trasporti milanese vive una vera e propria crisi. A sentenziarne la caduta libera in termini di qualità generale del servizio un’analisi di customer satisfaction condotta dalla stessa ATM.

Milano, la paura fa “90 – Circolare destra”

Chi è di Milano sa cosa sognifica prendere la 90 di notte. Si tratta di una linea che attraversa in circolo la città, la cosiddetta circonvallazione.

E’ una sorta di terra di nessuno, dove è possibile un po’ di tutto. Pazzi di tutti i tipi e di tutte le razze vi salgono, spesso ubriachi, spesso in uno stato alterato da altre sostanze. Un pericolo costante che si avverte palpabile nell’aria.

Come stanotte. Due ragazzi di colore completamente ubriachi, inveivano contro i passeggeri senza alcun motivo. Hanno spaccato una bottiglia di birra, scagliandola a terra e spaventando i passeggeri del sabato sera, di ritorno dalla loro serata di divertimento.

Raccontatele queste cose, è impossibile lavorare e non possiamo fare niente”, queste le parole esasperate del povero autista, che è riuscito a farli scendere e a proseguire la sua corsa. Il problema sicurezza esiste, ed esiste anche per colpa degli extracomunitari.  Siamo per il partito democratico, ma bisogna aprire gli occhi. Se non si capisce che oltre a puntare sull’integrazione bisogna anche pensare alla sicurezza dei cittadini, richiedendo misure opportune per reprimere fenomeni devianti più che evidenti, non si capisce l’Italia dove sta andando e non si riuscirà mai a guidarla a dovere.


luglio: 2019
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